Opuscolo informativo
Di seguito troverete il contenuto dell’opuscolo informativo. È disponibile anche in formato PDF per il download. Vi preghiamo di leggerlo attentamente.
Panoramica
Scopo e finalità di Dignitas
Le direttive del paziente di Dignitas
Accompagnamento legale alla morte volontaria con Dignitas
La base giuridica
Le persone dietro a Dignitas
L’adesione a Dignitas
Preparazione di un accompagnamento alla morte volontaria
Documentazione della richiesta
La luce verde provvisoria
Preparazione di un accompagnamento alla morte volontaria per le persone in Svizzera
Pianificazione dell’accompagnamento alla morte volontaria
Svolgimento dell’accompagnamento alla morte volontaria
Accompagnamento da parte dei familiari
Dignitas ha un’esperienza pluriennale
Sfide
Una parola sulle questioni religiose
Informazioni sui costi relativi a un accompagnamento alla morte volontaria con Dignitas
Scopo e finalità di DIGNITAS
L’associazione «DIGNITAS – Vivere degnamente – Morire degnamente» (in breve: «DIGNITAS») è stata fondata il 17 maggio 1998 a Forch (presso Zurigo). L’organizzazione, che non persegue alcun interesse commerciale, ha, in conformità con i propri statuti, lo scopo di garantire ai propri membri una vita e una morte dignitose e di far beneficiare di questi valori anche altre persone. DIGNITAS persegue questo obiettivo fornendo ai membri, nei limiti delle proprie possibilità, consigli e sostegno pratico adeguati al singolo caso.
In conformità con questo scopo, l’attività di DIGNITAS comprende, tra l’altro:
• Consulenza su tutte le questioni relative al fine vita
• Collaborazione con medici, cliniche e altre organizzazioni
• Applicazione delle direttive del paziente e dei diritti del paziente
• Prevenzione del suicidio e dei tentativi di suicidio
• Sostegno in caso di conflitti con le autorità, con la direzione di case per anziani e di cura e con medici non liberamente scelti
• Sviluppo del diritto in materia delle «cose ultime»
• Accompagnamento alla morte volontaria
Con una tassa di adesione una tantum di Franchi svizzeri (CHF) 220 e una quota associativa annua di almeno CHF 80 (l’importo è a discrezione del membro), si ottiene accesso ai servizi di DIGNITAS. Inoltre, si sostiene l’associazione nel suo impegno a tutela della dignità umana e dei diritti umani nella vita e nella morte.
Le eventuali eccedenze del proprio bilancio sono investite da DIGNITAS nell’ampliamento dei propri servizi, in particolare nella consulenza, nello sviluppo internazionale del diritto e nella prevenzione dei tentativi di suicidio.
Le direttive del paziente di DIGNITAS
Molte persone non desiderano essere tenute artificialmente in vita in una condizione senza speranza. Esse vogliono evitare operazioni e terapie prive di senso, preferendo dare più vita agli anni, piuttosto che più anni alla vita.
Le direttive del paziente giuridicamente vincolanti offrono protezione e aiuto in tali situazioni. Esprimono la volontà di una persona per il momento in cui questa non sarà più in grado di esprimerla da sé.
A tal fine occorre, da un lato, un testo vincolante, inequivocabile e redatto da esperti e, dall’altro, un’organizzazione come DIGNITAS, in grado di garantire che le direttive del paziente vengano applicate – se necessario anche contro resistenze.
DIGNITAS mette a disposizione dei propri membri, per la durata dell’adesione, direttive del paziente giuridicamente valide in Svizzera, che devono essere rispettate da medici e personale infermieristico. Se necessario, DIGNITAS può sostenere i propri membri nell’applicazione delle direttive del paziente, ad esempio ricorrendo a un avvocato.
Poiché le direttive del paziente sono strettamente legate al diritto del paese in cui vengono rilasciate, questo servizio può, in linea di principio, essere garantito soltanto per il territorio svizzero.
Accompagnamento legale alla morte volontaria con DIGNITAS
Nell’ambito della legislazione svizzera, DIGNITAS può rendere accessibile ai propri membri un accompagnamento alla morte volontaria.
DIGNITAS dispone di un’esperienza pluriennale. I nostri collaboratori qualificati verificano, insieme a medici, se sussistono i presupposti da rispettare per un accompagnamento alla morte volontaria e se il desiderio di morire corrisponde alla volontà dichiarata del membro. A tale riguardo è particolarmente importante accertare che la capacità di discernimento del membro non sia in alcun modo compromessa, nonché se persone vicine o terzi stiano eventualmente esercitando pressioni sul membro, per qualsivoglia motivo, affinché ricorra alla morte volontaria.
DIGNITAS procura il farmaco letale necessario per l’accompagnamento alla morte volontaria, un barbiturico ad azione rapida.
Ogni utilizzo lecito di tale farmaco presuppone una ricetta medica rilasciata da un medico svizzero. Chi risiede in Svizzera chiede innanzitutto al proprio medico se è disposto a rilasciare la ricetta. Al giorno d’oggi i medici di famiglia sono spesso disponibili a farlo.
In caso contrario, o per le persone che non risiedono in Svizzera, DIGNITAS può fare affidamento su una rete di medici svizzeri indipendenti. Dopo un esame preliminare di una richiesta scritta e incontri personali tra il membro ed un medico, quest’ultimo può rilasciare la ricetta a DIGNITAS, una volta accertata l’esistenza dei presupposti necessari per l’accompagnamento alla morte volontaria. A un accompagnamento di questo tipo sono sempre presenti due collaboratori di DIGNITAS.
Per DIGNITAS è importante che le persone che «desiderano partire» coinvolgano fin dalle prime fasidella preparazione i propri familiari e le persone a loro vicine. Il fondatore di DIGNITAS, Ludwig A. Minelli (1932–2025), era solito dire: «Non si dovrebbe intraprendere un grande viaggio senza un’accurata preparazione e senza essersi debitamente congedati dalle persone più care.»
L’esperienza dimostra che solo una piccola parte dei nostri membri fa effettivamente ricorso al servizio di accompagnamento alla morte volontaria. La consapevolezza di questa possibilità offre loro la sicurezza di poter dire, in caso di sofferenza prolungata e senza speranza: «Adesso ne ho abbastanza: voglio poter morire.» Questo sentimento riveste un’importanza straordinaria per persone autodeterminate.
La base giuridica
L’articolo 115 del Codice penale svizzero (CP) recita:
«Chiunque per motivi egoistici istiga alcuno al suicidio o gli presta aiuto è punito, se il suicidio è stato consumato o tentato, con una pena detentiva sino a cinque anni o con una pena pecuniaria.»
Ciò significa: chi presta aiuto al suicidio senza motivi egoistici agisce legalmente. La persona interessata deve essere a tal fine capace di discernimento ed essere in grado di compiere personalmente l’atto che provoca la morte.
Le persone dietro a DIGNITAS
DIGNITAS è stata fondata dall’avvocato Ludwig A. Minelli (1932–2025). Le strutture associative e organizzative di DIGNITAS sono state scelte deliberatamente in modo da poter lavorare senza conflitti e con efficienza, e affinché tutte le energie siano messe al servizio dei membri.
In DIGNITAS, la Direzione dell’organizzazione, insieme al Segretario generale, provvede affinché l’attività operativa si svolga in conformità con gli statuti. Per le questioni specialistiche essi sono affiancati, a titolo consultivo, da un comitato di esperti.
Un gruppo di collaboratori motivati ed esperti è a disposizione per la consulenza e per tutte le questioni relative all’adesione, alle direttive del paziente, all’accompagnamento alla morte volontaria, ecc.
DIGNITAS provvede alla relativa formazione continua nonché a quella dei nuovi collaboratori. DIGNITAS attribuisce grande importanza al fatto di mettere a disposizione dei propri membri persone di referenza per i quali l’umanità ha un grande valore.
L’adesione a DIGNITAS
Un piccolo gruppo di membri attivi costituisce l’Assemblea generale e quindi la base dell’associazione. Esso adotta gli statuti e stabilisce gli obiettivi per i quali DIGNITAS si impegna, e vigila affinché essi vengano realizzati.
In linea di principio, possono diventare membri di DIGNITAS tutte le persone maggiorenni, indipendentemente dal loro domicilio e dalla loro cittadinanza. Tuttavia, per motivi giuridici, DIGNITAS può fornire ai propri membri sostegno nell’applicazione delle direttive del paziente e nell’accompagnamento alla morte volontaria soltanto sul territorio svizzero.
Nell’ambito del diritto e delle possibilità di DIGNITAS, i membri hanno diritto a direttive del paziente giuridicamente valide in Svizzera nonché a un accompagnamento alla morte volontaria in Svizzera. Hanno inoltre diritto a una consulenza per tutto ciò che riguarda la loro dignità umana nella vita e al termine della vita.
Per aderire a Dignitas, è necessario compilare la dichiarazione di adesione e versare la quota associativa.
Tassa di adesione una tantum:
Franchi svizzeri (CHF) 220
Quota associativa annua minima:
Franchi svizzeri (CHF) 80
Preparazione di un accompagnamento alla morte volontaria
Per poter usufruire della possibilità di un accompagnamento alla morte volontaria, è necessario
• essere membro di DIGNITAS,
• essere capace di discernimento fino al momento dell’accompagnamento,
• disporre di una capacità di azione fisica minima,
• e poter recarsi in Svizzera.
La preparazione di un accompagnamento alla morte volontaria è un processo passo a passo che richiede un certo tempo. Dopo ogni fase vengono chiarite domande riguardanti i passi successivi e discussi i dettagli. Un requisito fondamentale è che i membri aderiscano a questo processo e se ne assumano la responsabilità. Il desiderio di morire deve essere motivato da una sofferenza persistente e insopportabile. Una sofferenza insopportabile può derivare, ad esempio, da
• una grave malattia,
• una disabilità intollerabile,
• dolori insopportabili,
• una malattia psichica di lunga durata e/o ricorrente.
Il desiderio di morire deve essere ponderato e persistente. Ciò significa che i membri interessati si sono confrontati con la propria sofferenza e con le possibilità di alleviarla.
Se questi presupposti sono soddisfatti, in un primo momento può essere inviata a DIGNITAS una richiesta scritta di accompagnamento alla morte volontaria, corredata della documentazione descritta di seguito. Questa può essere inviata anche insieme alla di-chiarazione di adesione.
Per esperienza occorre prevedere un periodo di preparazione di diversi mesi. La durata dipende in gran parte dalla rapidità con cui è possibile procurare i documenti richiesti nella qualità necessaria.
Ogni situazione di sofferenza è diversa. A seconda del quadro clinico e dei disturbi, nel corso del processo possono essere necessari ulteriori chiarimenti e documenti, prolungando così i tempi di elaborazione.
Documentazione della richiesta
Una richiesta è composta dalle tre parti seguenti:
- Una lettera datata e firmata (possibilmente dattiloscritta), nella quale il richiedente descrive il proprio desiderio di morire, chiede espressamente a DIGNITAS la preparazione di un accompagnamento alla morte volontaria e si esprime sulle seguenti domande:
• Come viene vissuta la situazione attuale e quali limitazioni esistono nella vita quotidiana?
• Esistono ancora opzioni, considerato il decorso e la prognosi della sofferenza? Il richiedente può immaginare di farvi ricorso? Se no, per quale motivo?
• Quali alternative all’accompagnamento al suicidio sono note e per quale motivo si preferisce l’accompagnamento alla morte volontaria? - Un resoconto di vita separato e dettagliato. Questo non deve riguardare soltanto la storia medica e della sofferenza, ma deve fornire anche indicazioni su come il richiedente abbia condotto la propria vita fino a quel momento. In particolare, deve fornire informazioni sui seguenti aspetti:
• Infanzia, periodo scolastico
• Formazione, vita professionale
• Famiglia
• altri eventi importanti della vita
• l’attuale situazione abitativa
• il grado di autonomia
• contatti familiari e altri contatti sociali
• chi è a conoscenza del desiderio di morire e se lo sostiene o lo rifiuta
• e chi accompagnerebbe il richiedente in Svizzera.
- Referti dei medici curanti, che forniscano informazioni su diagnosi, esordio, decorso e stato attuale della/e malattia/e e che descrivano le limitazioni ad essa/e correlate. Tali referti non devono necessariamente essere indirizzati a DIGNITAS, né deve essere indicato un motivo del perché si richiedono. Non è richiesto il consenso del medico, né quest’ultimo deve essere a conoscenza del desiderio di morire o esprimersi in merito. Occorre osservare che:
• tutte le pagine siano presenti (con numerazione progressiva).
• tutte le pagine siano ben leggibili.
• il referto più recente non risalga a più di 3–4 mesi prima.
• nei referti siano indicati chiaramente titolo, specializzazione, nome e indirizzo del medico.
• nei referti relativi a esami di laboratorio o di diagnostica per immagini sia presente anche un’interpretazione dei risultati.
Qualora i referti non siano redatti in tedesco, inglese, francese o italiano, li richiediamo corredati della traduzione di un traduttore certificato.
È quindi importante che il richiedente, già durante il periodo di malattia, si faccia consegnare copie dei referti medici per la sua cartella clinica personale. Richiedere tali referti solo al momento concreto del bisogno, può comportare difficoltà e perdite di tempo.
La luce verde provvisoria
Non appena DIGNITAS è in possesso della richiesta completa, questa può essere elaborata e trasmessa per una valutazione a uno dei medici svizzeri che collaborano con DIGNITAS. Se questi acconsentono a un accompagnamento alla morte volontaria, DIGNITAS ne informa il membro con la «luce verde provvisoria».
La luce verde provvisoria è un impegno preliminare di un medico, basato sulla richiesta corredata di referti medici. La decisione definitiva rimane tuttavia sempre subordinata a una consultazione personale con un medico.
Preparazione di un accompagnamento alla morte volontaria per le persone in Svizzera
Ai membri residenti in Svizzera raccomandiamo di discutere anzitutto la possibilità di un accompagnamento alla morte volontaria con il proprio medico di famiglia o medico curante. In linea di principio, qualsiasi medico svizzero titolare di un’autorizzazione all’esercizio della professione – indipendentemente dalla sua specializzazione – può esaminare le richieste di accompagnamento alla morte volontaria e decidere se è disposto, nel caso concreto, a emettere una ricetta per il farmaco letale, concedendo così la luce verde provvisoria.
Pianificazione dell’accompagnamento alla morte volontaria
Una volta che il medico ha concesso la luce verde provvisoria, informiamo il membro. Se il membro decide di procedere con l’accompagnamento alla morte volontaria, viene discussa l’ulteriore procedura relativa ai documenti necessari, al viaggio, al soggiorno e ai colloqui personali con il medico. Per il soggiorno in Svizzera occorre generalmente prevedere diversi giorni.
Solo quando tutto è stato chiarito, i nostri membri viaggiano dall’estero verso la Svizzera, dove l’accompagnamento alla morte volontaria può svolgersi nei locali previsti a tale scopo.
Ciò a condizione che il medico svizzero da consultare confermi il proprio assenso dopo il secondo colloquio personale e emetta la ricetta.
Il farmaco utilizzato per l’accompagnamento alla morte volontaria è il Pentobarbital sodico (NaP), un collaudato farmaco ipnotico e narcotico. Esso figura nell’elenco degli stupefacenti. Il suo utilizzo è pertanto rigorosamente regolamentato. In Svizzera è disponibile solo previo ricetta di un medico titolare di un’autorizzazione all’esercizio della professione. Tale medico deve conoscere l’anamnesi del membro e averlo incontrato personalmente.
Poiché il trasporto del NaP oltre i confini nazionali costituisce un reato di contrabbando di sostanze stupefacenti, a nessuno è consentito recarsi all’estero con tale sostanza.
Svolgimento dell’accompagnamento alla morte volontaria
I collaboratori di DIGNITAS ritirano il farmaco e lo portano con sé all’appuntamento concordato.
Dopo l’arrivo del membro e dei familiari, viene discusso lo svolgimento e vengono chiarite le ultime domande. Naturalmente, il membro può interrompere l’accompagnamento alla morte volontaria in qualsiasi momento prima dell’assunzione del NaP.
Prima di poter assumere il farmaco finale, al membro viene dato un preparato per la preparazione dello stomaco. Successivamente può essere bevuto un bicchiere di liquido in cui è stato sciolto il NaP.
Chi non è più in grado di deglutire ha la possibilità di ricevere il farmaco per infusione. In ogni caso, il membro deve sempre compiere personalmente l’ultimo atto (bere o azionare l’infusione). Se ciò non è possibile, DIGNITAS non può effettuare un accompagnamento alla morte volontaria.
Dopo l’assunzione, il membro si addormenta entro pochi minuti e cade in un coma profondo. Dopo qualche tempo, il respiro diventa più superficiale e infine si arresta. La morte sopraggiunge così in modo pacifico e indolore. Un membro deceduto in questo modo ha detto come ultime parole alla propria moglie: «Sto così bene. Tutto è così leggero.» Anche i familiari percepiscono il processo come molto dignitoso e pacifico. Vi contribuisce in modo determinante anche l’accompagnamento empatico da parte dei collaboratori di DIGNITAS.
Accompagnamento da parte dei familiari
La preparazione di un accompagnamento alla morte volontaria è un processo significativo sia per il membro sia per i suoi familiari. Familiari e amici dovrebbero essere coinvolti fin dall’inizio.
Accade spesso che i familiari, inizialmente contrari al desiderio di una fine autodeterminata della vita, cambino idea nel corso del processo e finiscano per accompagnare il membro nel suo ultimo viaggio. DIGNITAS accoglie espressamente con favore la presenza dei familiari durante un accompagnamento alla morte volontaria.
Un commiato condiviso consente di elaborare meglio una perdita.
DIGNITAS è presente anche dopo un accompagnamento alla morte volontaria per i familiari coinvolti.
DIGNITAS ha un’esperienza pluriennale
DIGNITAS, sin dalla sua fondazione nel 1998, ha sostenuto numerose persone nella conclusione autodeterminata della propria sofferenza e della propria vita. DIGNITAS è aperta, nei limiti delle possibilità legali, a tutte le persone – indipendentemente dal loro luogo di residenza, dalla loro cittadinanza o dal loro credo e appartenenza religiosa.
Non tutti i membri di DIGNITAS che fanno preparare un accompagnamento alla morte volontaria ne fanno poi effettivamente ricorso. Alcuni sono sollevati dopo aver ricevuto la luce verde provvisoria.
La consapevolezza di una «via d’uscita» legale e sicura restituisce spesso alle persone la qualità di vita. Ciò permette loro di allontanarsi dai pensieri di suicidi non accompagnati.
DIGNITAS e la libertà di determinare il modo e il momento della conclusione della propria sofferenza e della propria vita hanno pertanto un effetto di prolungamento della vita e di prevenzione dei tentativi di suicidio.
Un esempio significativo è il caso di uno dei nostri membri, affetto da sclerosi multipla (SM), che ha ricevuto la luce verde provvisoria da un medico che collabora con noi. Qualche tempo dopo, ha scritto a DIGNITAS di sentirsi molto meglio. Aveva improvvisamente ritrovato una prospettiva.
Le persone contattano DIGNITAS nelle situazioni più diverse. Di conseguenza, DIGNITAS fornisce una consulenza individuale e cerca, insieme alla persona interessata, una soluzione adeguata alla rispettiva situazione – orientata alla vita e ad ulteriori possibilità di scelta, come ad esempio la sedazione palliativa.
Sfide
Il lungo impegno di DIGNITAS a favore di temi quali la destigmatizzazione del suicidio è stato ed è tuttora oggetto di critiche e di discussioni controverse.
Per DIGNITAS, il rispetto della libertà umana e del diritto all’autodeterminazione, così come la responsabilità individuale di ciascuna persona, sono di importanza fondamentale.
È importante per DIGNITAS anche prendere posizione sulle sfide correlate a questo tema:
• la questione della prevenzione del suicidio e dei tentativi di suicidio;
• la questione se un servizio debba essere fornito solo ai residenti o anche ai non residenti;
• la questione se, e fino a quando, un accompagnamento alla morte volontaria sia possibile in caso di demenze progressive;
• la questione se anche le persone con diagnosi psichiatriche (ad esempio schizofrenia o depressione) debbano avere accesso a un accompagnamento alla morte volontaria;
• la questione se l’accompagnamento alla morte volontaria debba essere aperto anche a persone che sono «stanche di vivere».
DIGNITAS si occupa in modo approfondito delle questioni relative alla prevenzione dei tentativi di suicidio. Ogni anno, in tutto il mondo, centinaia di migliaia di persone muoiono per suicidio. Molte di più subiscono gravi danni fisici, psichici e mentali a causa di tentativi di suicidio falliti. Ciò ha ulteriori conseguenze per le loro famiglie o per terzi, come ad esempio i macchinisti dei treni, il sistema sanitario e l’economia. È importante che il tema del suicidio venga destigmatizzato e discusso apertamente – analogamente a quanto avviene per le questioni relative all’interruzione di gravidanza.
DIGNITAS è dell’opinione che non sia giustificabile operare una distinzione, nel caso di persone gravemente sofferenti, in base al loro luogo di residenza. Ciò equivarrebbe a una discriminazione inammissibile e quindi a una violazione dell’articolo 14 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU).
Anche persone con disturbi cognitivi (ad es. demenza, morbo di Alzheimer, ecc.) hanno la possibilità di accedere ad un accompagnamento alla morte volontaria, purché siano ancora capaci di discernimento. La relativa finestra temporale è individuale per ciascuna persona.
Le persone con diagnosi psichiatriche possono essere capaci di discernimento. Per questo motivo, anche loro dovrebbero, se possibile, accedere a un accompagnamento alla morte volontaria. Lo stesso vale per le persone senza una grave malattia che, a causa della loro età avanzata, desiderano porre fine a una vita divenuta per loro troppo gravosa.
Una parola sulle questioni religiose
Solo raramente interessati o membri sollevano questioni religiose in relazione all’accompagnamento alla morte volontaria. Questo tema viene invece sollevato piuttosto da rappresentanti delle chiese nel dibattito pubblico e discusso in modo controverso. DIGNITAS ha effettuato accompagnamenti alla morte volontaria per persone di diverse appartenenze religiose e confessioni. A volte, tra le persone vicine al membro era presente anche un ecclesiastico.
L’esigenza umana di sostegno all’autodeterminazione personale e alla libertà di scelta è centrale per DIGNITAS.
Informazioni sui costi relativi a un accompagnamento alla morte volontaria con DIGNITAS
- La preparazione di un accompagnamento alla morte volontaria
Già la preparazione di un accompagnamento alla morte volontaria per un membro di DIGNITAS, fino al conseguimento della «luce verde provvisoria» (= un medico acconsente in linea di principio a emettere una ricetta, riservandosi tuttavia la decisione definitiva fino a una consultazione), comporta per DIGNITAS un notevole onere amministrativo. Per questo motivo, in base agli statuti, al membro viene fatturato un contributo associativo speciale di CHF 4’000 che deve essere saldato in anticipo. A tale contributo non è tuttavia collegata, per motivi giuridici, alcuna garanzia di accompagnamento alla morte volontaria.
- La visita medica
Qualora sia necessario ricorrere a un medico svizzero che collabora con DIGNITAS per parlare con un membro e successivamente redigere la ricetta per il farmaco, si generano ulteriori costi. Due colloqui approfonditi con tale medico e i relativi oneri amministrativi comportano costi pari a CHF 1’000.
- I costi per l’esecuzione di un accompagnamento alla morte volontaria
Anche nell’esecuzione di accompagnamenti alla morte volontaria, DIGNITAS sostiene dei costi, ad esempio il compenso per le persone che svolgono la funzione di accompagnatori. Per coprire tali costi, per l’esecuzione di un accompagnamento alla morte volontaria è dovuto un ulteriore contributo associativo speciale di CHF 2’500.
- Costi per il funerale e i rapporti con gli organi funebri e di stato civile
Se una persona non decede al proprio domicilio, bensì presso DIGNITAS in Svizzera, si generano costi per le prestazioni degli organi funebri locali. Di norma si raccomanda una cremazione in Svizzera; l’urna con le ceneri può successivamente essere spedita all’estero oppure portata con sé. È possibile anche una dispersione delle ceneri in Svizzera.
I costi per le prestazioni delle imprese di onoranze funebri in caso di cremazione, inclusi i trasporti necessari e le tasse amministrative, ammontano a CHF 2’500.
DIGNITAS si occupa, su richiesta, anche dell’espletamento delle pratiche amministrative successive a un decesso in Svizzera. Per questo servizio speciale è dovuto anche un ulteriore contributo associativo speciale pari a CHF 1’000, a copertura del relativo onere.
I membri che fissano un appuntamento per l’esecuzione di un accompagnamento alla morte volontaria ricevono pertanto una fattura pro forma con i relativi contributi associativi speciali. Un accompagnamento alla morte volontaria può avvenire solo se i costi e le spese sostenute da DIGNITAS sono coperti. Di norma, DIGNITAS necessita pertanto, per l’esecuzione di un accompagnamento alla morte volontaria, di un anticipo complessivo di CHF 11’000, qualora DIGNITAS si occupi anche delle pratiche funebri, rispettivamente di complessivi CHF 7’500, qualora DIGNITAS non si occupi né delle pratiche amministrative né di quelle funebri.
Tutti gli importi si intendono al netto dell’imposta sul valore aggiunto. I prezzi sono soggetti a modifiche.
Nell’interesse di una corretta contabilità, ai membri vengono pertanto inviate le relative fatture per questi servizi speciali, che devono generalmente essere saldate in anticipo.
Gli statuti di DIGNITAS prevede che ai membri che vivono in condizioni economiche modeste i contributi possano essere ridotti o condonati. Tuttavia, qualsiasi riduzione (o condono) deve essere previamente richiesta formalmente dal membro e concordata con DIGNITAS. Vi preghiamo di contattare DIGNITAS per le relative informazioni.